Artist: The Rapture
Album: Tapes
Anno: 2008
God save the mixtape!
Non potrei amare di più i newyorkesi The Rapture. Quando ormai sembravano aver detto tutto ciò che dovevano, mi stupiscono con questo piccolo gioiellino che mi porta indietro nel tempo a quando i mixtape si compravano. L'intro sembra provenire da una pellicola tutta baffi e distintivo degli anni 70, ma l'attacco con Ghostface Killa ci sbatte sul linoleum finto anni 80, dove ci viene naturale molleggiarci in qualche improbabile passo. L'unico funky accettabile lo proiettano ad altissimi livelli, mantenendo il suono caldo e un po' freak delle origini. I pezzi sono conosciutissimi, niente di nuovo, eppure mi sembra di avere in mano qualcosa di sconosciuto. La prima parte del album è puro funky che ti fa zompettare su quel dancefloor illuminato del arlecchino, ogni passaggio è di quel tecnicamente perfetto che puoi ottenere solo con technics d'annata. Ogni tanto i ns dj ci riportano alla realtà con qualche pezzo stra abusato che però ci piace sempre, vedi i campionamenti moderni, anche se ormai siamo un po' stufi.
Quando penso di averli ormai inquadrati, si rendono imprevedibili con il pezzo "I'm An Indian Too". Ammetto che al primo ascolto, ho arricciato il naso e passato oltre, adesso non ne posso fare a meno, lo fischietto e lo sculetto...forse sarà per "Disco Circus" che lo segue?
Quando ormai siamo persi in discoballs, dancefloors illuminati e paiettes, questi folli ci trascinano in un qualche club di house anni 90. Nonostante i mixtape mi piacciono monotematici, non posso fare a meno di apprezzare l'azzardo e aspettarmi un rilancio da parte del gruppo. Sicuramente le tracce house saranno quelle più difficili da assimilare, ma per fortuna i ns eroi hanno come unico scopo deliziarci e farci ballare, da bravi dj, e allora si intromettono nel momento giusto con campionamenti e instrumentals azzeccati. Come unire il miglior rock club con il ministry of sound. Scommettono molto pesante con il passaggio tra "Why not?!" di Alter Ego e "Get Get Down" di Paul Johnson, si proprio lui, non ho sbagliato. Ma vincono anche qui, ormai mi sono arresa al lato oscuro della forza, Ibiza rules!
Il finale risulta mediocre rispetto alle sorprese sentite prima, forse anche loro erano stanchi dei giochi, il pezzettone afro non ci dice niente, ma d'altronde l'unica cosa che voglio fare e un bel rewind...ehm clickare sulle tracce precedenti.
Indubbiamente l'album è come le montagne russe, arrivi in alto non troppo lentamente e dopo un paio di evoluzioni incredibili scendi velocemente. Ma tutto sommato il prodotto è di ottima qualità, va premiata l'idea del mixtape e della scelta molto originale di pezzi che ormai avevamo archiviato perchè troppo scontati.
Cosa mi ricorda: l'arlecchino del venerdi sera
Dove, come e quando ascoltarlo: aperitivo serale in casa se vuoi che degeneri, da abbinare a drinks a base di tanquery e stupefacenti a portata di mano.
A chi regalarlo: a qualsiasi breaker nostalgico
Da evitare: ascoltarlo quando volete qualcosa di sottofondo...non funziona! :D
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