
Arrivo a quel momento tragico dove ho un'oretta di svago e l'unica cosa a cui riesco a pensare è che non ho nulla di nuovo da guardare. Fisso i folders, ricerco tutto ciò con estensione .avi nel pc, nella speranza che qualche perla nuova compaia. E' un po' come quando hai fame, vai al frigo, lo apri e non trovi niente da mangiare, lo richiudi e poi lo riapri, nella speranza che qualcosa sia comparso magicamente. Qualcosa di delizioso dentro un tapperware. In questi giorni ho trovato un tapperware.
Il tapperware conteneva MAD DOGS.
Non so come ho potuto dimenticarmi di questa serie, avevo visto la puntata e l'inizio mi aveva intrigato molto, ma per qualche oscuro motivo, il mio cervello ha deciso di fare la formichina, e ha accantonato il telefilm in qualche posto strano, in attesa dei tempi di guerra. Yeah! grazie cervello! faremo i conti prima o poi... ma intanto grazie!
Torniamo a Mad Dogs. La mini serie (prodotta da Sky 1) incomincia con i 4 protagonisti con volto tumefatto da pugni che si filmano mentre cercano di rassicurare i loro cari a casa: non volevano che tutto ciò capitasse, non sono colpevoli e sono dispiaciuti per quello che è successo. Una confessione o un messaggio di addio? Questo è l'inizio o la fine? La prima puntata continua riportandoci all'inizio della settimana, sole accecante e 4 amici sulla soglia dei 40 anni che sbarcano sull'isola di majorca per visitare il 5° del gruppo.
Quelli che sembrano semplici amici di vecchia data, presto rivelano che ognuno è vittima dei problemi classici dell'uomo medio non ancora di mezza età: problemi coniugali, economici, alcolismo, figli allontanati. C'è risentimento, tutti incolpano tutti, ma in fondo è solo una vacanza, un amico che vuole sfacciatamente buttare in faccia agli amici, il proprio successo. Finchè non arriva Tony Blair con una pistola a rovinare tutto. Questo è quanto vi voglio raccontare, niente di più. #Troll
L'inizio non è dei più originali, ma fino alla fine non saprete bene cosa stia succedendo. Una piccolo noir psicologico con humour macabro che vi terrà all'oscuro di tutto, come lo sono i protagonisti. La qualità degli script non è eccezionale, ma la scelta degli attori e della location è stata forse l'arma vincente. John Simm e Phillip Glenister sono di nuovo insieme. La chimica e l'intesa che avevano in Life On Mars si sente a pelle anche qui, ma purtroppo non è supportato da una sceneggiatura perfetta come per LOM.
A tratti alcune cose sembrano un po' forzate, ma i protagonisti sono sempre bravi e consegnano ogni battuta alla perfezione, colmando le poche lacune di questa serie. Ma il problema del casting ormai rodato (Simm e Glenister) è che spesso, mentalmente torni alla serie originale (Life On Mars) e perdi un po' il filo mentale della serie, per fortuna le puntate sono poche e i colpi di scena sono tantissimi. Ogni volta che pensi di guardare Sam e Gene, spunta un lembo umano o una capra sgozzata che ti fa tornare sulla retta via.
Vi consiglio di tenere a portata di mano gli occhiali da sole, il sole di Majorca è accecante anche dallo schermo.
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